Napoli, 15 febbraio – "Ex-convento: due pesi e due misure:di rosso al comune non solo il bilancio".denuncia lo striscione dell'associazione H.M.O. nota per aver reso pubblico l'abbandono dell' ex-convento in Salita S. Raffele con l'occupazione nel settembre 2009 nel quartiere di Materdei.“Il fatto inaccettabile-affermano i ragazzi dell'associazione culturale H.M.O.- e per il quale abbiamo mosso questa protesta è che il sindaco di Napoli sia sceso in campo solo ora chiamato da chi nei mesi scorsi si opponeva con molotov ed assalti armati alle nostre opere sociali .Non vorremmo che tutto questo interesse fosse solo un'azione demagogica in vista delle elezioni che si appresta a vivere la nostra Regione.""Certo è infatti che se davvero aprissero un asilo comunale in quello stabile abbandonato da più di 30 anni in salita S.Raffele 3 sarebbe per noi una grande vittoria-continua l'H.M.O- a patto che non sia affidato ad associazione alcuna ma che sia un asilo comunale gestito da gente competente e che quindi crei anche posti di lavoro.” “Nel mese di settembre consegnammo al Comune un progetto per l'ex convento ed oggi sapere di un sopralluogo da parte del sindaco Rosa Russo Iervolino sotto indicazione del Comitato Cittadini Materdei (una delle innumerevoli sigle nate a coprire la rete Anti-fascista subito dopo l'occupazione da parte nostra dell'ex-convento nel settembre 2009) ci pare una vera e propria presa in giro .”“Non possiamo accettare-continuano gli associati dell'H.M.O- il collaborazionismo delle istituzioni cittadine con aree violente della sinistra e per giunta a danno di minoranze politiche. Tutto ciò crea un insostenibile clima di tensione e distrugge il diritto inviolabile della libertà d'espressione di tutti i cittadini .”“Chiediamo al Sindaco di prendere le distanze dalle violenze della Sinistra dei Centri Sociali napoletani e di accettare uno scambio di opinioni con chi fino ad ora ha atteso pacificamnete di essere considerato parte della comunità cittadina che rappresenta.Vogliamo chiarezza,inoltre, sul progetto che verrà attuato,-conclude l' H.M.O.- affinchè venga realmente realizzato qualcosa per la gente del quartiere Materdei e affinchè la stessa gente non sia vittima di una mediocre strumentalizzazione politica da parte della Sinistra."
martedì 16 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
sabato 26 dicembre 2009
Federico II di Svevia
Scritto da Gabriele Adinolfi
Oltre otto secoli fa nasceva uno dei grandissimi
Il 26 dicembre 1194, ottocentoquindici anni fa, nasceva a Jesi Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI, dunque nipote del Barbarossa, e di Costanza di Altavilla della genia normanna.Si pose a crocevia tra il mondo nordico e quello mediterraneo, affrontò con polso e con moderazione, con piglio e duttilità, gli arabi dirimpettai e rivali. Sotto di lui fiorirono le arti, le scienze, la filosofia, la ricerca, l'architettura, l'alchimia, la spiritualità e il diritto; fu così magnifico egli e così fantastico il suo operato che Federico fu definito Stupor Mundi.Produsse veri e propri travasi di bile nei vertici del partito guelfo, al punto che il papa Gregorio IX, corroso dall'invidia, giunse a scomunicarlo senza motivo per ben due volte e ciò benché Federico restituisse alla cristianità il Santo Sepolcro.L'opera di Federico II cementò il Sacro Romano Impero e mise in serio pericolo gli usurpatori guelfi e i loro alleati naturali assieme ai quali i papalini combatterono l'Impero: i signorotti avidi, intrisi di particolarismo e i mercanti avari, mossi da individualismo.Alla morte dello Stupor Mundi, il papato compì il suo quinto peccato mortale contro il Sacro. Dopo la catagogia affermata da Ambrogio che aveva compiuto la cesura metafisica dell'Impero Romano utilizzando all'uopo vere e proprie affermazioni diaboliche e sataniche, avevamo registrato il peccato di orgoglio anti-regale di papa Gregorio VII che, con la complicità della sua manutengola Matilde, a Canossa aveva osato umiliare l'Imperatore, Enrico IV.Contro il nonno di Federico II, Federico Barbarossa, il papa Alessandro III aveva guidato la lega dei signorotti animata da intenzioni centrifughe e dall'odio dell'Auctoritas.Il quarto peccato mortale fu la scomunica dello Stupor Mundi.Tutti questi abomini si spiegano agevolmente nella pretesa, da parte della casta sacerdotale, di eliminare la polarità regale e guerriera cui l'assialità la vuole subodinata, e non solo l'assialità posto che il Sacro Romano Impero istituito, pur ancora senza quest'appellativo, da Ottone I, esprimeva chiaramente le gerarchie e la centralità dell'Imperium e dell'Augusto.La ribellione contro la Forma e contro l'Auctoritas – che nella tradizione biblica è luciferina – si può esprimere in due modi diversi. O negando la superiorità, cercando d'imporre al suo posto un'eguaglianza teorica o, peggio ancora, usurpando una funzione che non si può ontologicamente ricoprire, e pretendendo all'uopo di modificare così tutto il quadro al fine di adeguarlo alla propria in-potenza.L'operato in tal direzione, in rigetto della virilità spirituale, è simbolicamente inteso come una spinta alla castrazione. E la storia ce ne ha dato conferma.Il papato volle sostituirsi all'Imperium e fu mosso da spirito di castrazione e di anti-virilità: Si tratta di un lungo fil rouge, quasi ininterrotto, che ha avvelenato e persino dannato la storia europea giungendo a strumentalizzare, umiliare, mortificare, tradire le splendide affermazioni benedettine, francescane, bernardine, lo spirito di Cavalleria e il fervore mistico. Ci furono, ovviamente, eccezioni: sparute ma eccelse, tra cui spiccano quelle di Silvestro II e Celestino V.Solitamente però, corrosi dall'odio, dal rancore, dalla gelosia e dal desio di un'usurpazione impossibile, contro l'Impero si mossero gli eunuchi armati. Essi compirono così tra gli altri anche quei delitti spirituali e politici che abbiamo descritto.A questi delitti contro il Cielo e l'Impero seguì poi, dopo il trionfo terreno e la successiva morte di Federico, la crudele e spietata caccia alla sua discendenza che fu perpetrata dall'intero partito guelfo che non esitò a far strage degli adolescenti di Svevia. Memorabili e struggenti versi ci sono rimasti in ricordo di Corradino; Dante esalta la figura di Manfredi che considera l'ultimo principe italiano in quella Commedia – poi detta Divina – in cui inchioda il papato alle sue responsabilità infere.Ottenne così, il partito guelfo, di smembrare l'Ecumene centrato e trascendente per sostituirlo con una dittatuta totalizzante e opprimente ammantata sì di parole soavi ma impertinenti e sempre contrabbandata per qualcosa di superiore che mai fu. Una dittatura contro il Cielo (ma esercitata “in nome del cielo”) che poi ha generato quello che ha generato ossia – dalle sue stesse viscere – il protestantesimo, il calvinismo e il comunismo infine riuniti, tutti, con la loro matrice guelfa e con la loro antenata biblica, nel mondialismo in cui ognuno di questi banchetta sì, ma è e resta un commensale nano. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.Noi preferiamo ignorare chi, rancoroso, rabbioso e geloso, è caduto dai trampoli su cui si era arrampicato mentre cercava di rimpicciolire il più grande e onorare invece l'Alto.Onore a Federico!
Oltre otto secoli fa nasceva uno dei grandissimi
Il 26 dicembre 1194, ottocentoquindici anni fa, nasceva a Jesi Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI, dunque nipote del Barbarossa, e di Costanza di Altavilla della genia normanna.Si pose a crocevia tra il mondo nordico e quello mediterraneo, affrontò con polso e con moderazione, con piglio e duttilità, gli arabi dirimpettai e rivali. Sotto di lui fiorirono le arti, le scienze, la filosofia, la ricerca, l'architettura, l'alchimia, la spiritualità e il diritto; fu così magnifico egli e così fantastico il suo operato che Federico fu definito Stupor Mundi.Produsse veri e propri travasi di bile nei vertici del partito guelfo, al punto che il papa Gregorio IX, corroso dall'invidia, giunse a scomunicarlo senza motivo per ben due volte e ciò benché Federico restituisse alla cristianità il Santo Sepolcro.L'opera di Federico II cementò il Sacro Romano Impero e mise in serio pericolo gli usurpatori guelfi e i loro alleati naturali assieme ai quali i papalini combatterono l'Impero: i signorotti avidi, intrisi di particolarismo e i mercanti avari, mossi da individualismo.Alla morte dello Stupor Mundi, il papato compì il suo quinto peccato mortale contro il Sacro. Dopo la catagogia affermata da Ambrogio che aveva compiuto la cesura metafisica dell'Impero Romano utilizzando all'uopo vere e proprie affermazioni diaboliche e sataniche, avevamo registrato il peccato di orgoglio anti-regale di papa Gregorio VII che, con la complicità della sua manutengola Matilde, a Canossa aveva osato umiliare l'Imperatore, Enrico IV.Contro il nonno di Federico II, Federico Barbarossa, il papa Alessandro III aveva guidato la lega dei signorotti animata da intenzioni centrifughe e dall'odio dell'Auctoritas.Il quarto peccato mortale fu la scomunica dello Stupor Mundi.Tutti questi abomini si spiegano agevolmente nella pretesa, da parte della casta sacerdotale, di eliminare la polarità regale e guerriera cui l'assialità la vuole subodinata, e non solo l'assialità posto che il Sacro Romano Impero istituito, pur ancora senza quest'appellativo, da Ottone I, esprimeva chiaramente le gerarchie e la centralità dell'Imperium e dell'Augusto.La ribellione contro la Forma e contro l'Auctoritas – che nella tradizione biblica è luciferina – si può esprimere in due modi diversi. O negando la superiorità, cercando d'imporre al suo posto un'eguaglianza teorica o, peggio ancora, usurpando una funzione che non si può ontologicamente ricoprire, e pretendendo all'uopo di modificare così tutto il quadro al fine di adeguarlo alla propria in-potenza.L'operato in tal direzione, in rigetto della virilità spirituale, è simbolicamente inteso come una spinta alla castrazione. E la storia ce ne ha dato conferma.Il papato volle sostituirsi all'Imperium e fu mosso da spirito di castrazione e di anti-virilità: Si tratta di un lungo fil rouge, quasi ininterrotto, che ha avvelenato e persino dannato la storia europea giungendo a strumentalizzare, umiliare, mortificare, tradire le splendide affermazioni benedettine, francescane, bernardine, lo spirito di Cavalleria e il fervore mistico. Ci furono, ovviamente, eccezioni: sparute ma eccelse, tra cui spiccano quelle di Silvestro II e Celestino V.Solitamente però, corrosi dall'odio, dal rancore, dalla gelosia e dal desio di un'usurpazione impossibile, contro l'Impero si mossero gli eunuchi armati. Essi compirono così tra gli altri anche quei delitti spirituali e politici che abbiamo descritto.A questi delitti contro il Cielo e l'Impero seguì poi, dopo il trionfo terreno e la successiva morte di Federico, la crudele e spietata caccia alla sua discendenza che fu perpetrata dall'intero partito guelfo che non esitò a far strage degli adolescenti di Svevia. Memorabili e struggenti versi ci sono rimasti in ricordo di Corradino; Dante esalta la figura di Manfredi che considera l'ultimo principe italiano in quella Commedia – poi detta Divina – in cui inchioda il papato alle sue responsabilità infere.Ottenne così, il partito guelfo, di smembrare l'Ecumene centrato e trascendente per sostituirlo con una dittatuta totalizzante e opprimente ammantata sì di parole soavi ma impertinenti e sempre contrabbandata per qualcosa di superiore che mai fu. Una dittatura contro il Cielo (ma esercitata “in nome del cielo”) che poi ha generato quello che ha generato ossia – dalle sue stesse viscere – il protestantesimo, il calvinismo e il comunismo infine riuniti, tutti, con la loro matrice guelfa e con la loro antenata biblica, nel mondialismo in cui ognuno di questi banchetta sì, ma è e resta un commensale nano. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.Noi preferiamo ignorare chi, rancoroso, rabbioso e geloso, è caduto dai trampoli su cui si era arrampicato mentre cercava di rimpicciolire il più grande e onorare invece l'Alto.Onore a Federico!
mercoledì 25 novembre 2009
martedì 22 settembre 2009

Nella notte di sabato 12 settembre 2009, l'associazione culturale "CasaPound Italia Napoli", insieme agli attivisti di "Stupor Mundi" ha occupato la struttura di un ex monastero, in stato di abbandono, nel quartiere Materdei a Napoli. L'azione è stata annunciata attraverso una nota emanata dalla associazione CPI Napoli, in cui il segretario Giuseppe Savuto afferma che "E' impensabile che in una città come Napoli l'amministrazione lasci in stato di abbandono e degrado strutture ad alto potenziale sociale ed abitativo per il quartiere.L'associazione ha come scopo quello di restituire l'immensa struttura alla gente del posto adibendola ad O.S.A. (Occupazione a scopo abitativo) e a centro aggregativo popolare. Il nome è tutto un programma: H.M.O. (Hic manebimus optime)"
Iscriviti a:
Post (Atom)

